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Maggio 14, 2020

Test sierologici COVID-19: tutte le info

Cosa sono i test sierologici COVID-19 e a cosa servono?

I test sierologici COVID-19 sono utilizzati per rilevare la presenza delle immunoglobuline prodotte come risposta immunitaria al contagio da coronavirus SARS-CoV-2. Indicano quindi se l’individuo è venuto in contatto con il virus.

Tampone o test sierologico: qual è la differenza?

Mediante i tamponi analizzati con tecnica RT-PCR si può individuare la presenza del virus all’interno delle vie respiratorie. Al contrario, i test sierologici COVID-19 consentono la ricerca di due tipologie di immunoglobuline prodotte dal nostro sistema immunitario in risposta al virus. Si tratta delle cosiddette immunoglobuline IgG e le immunoglobuline IgM.

Test qualitativo o test quantitativo?

test qualitativi o rapidi si basano principalmente sulla tecnica immunocromatografica (test su card). Da questi test è possibile ottenere una risposta positiva o negativa alla ricerca degli anticorpi senza rilevarne la quantità. Un test positivo indica che l’individuo ha avuto un contatto con il virus.

test quantitativi, invece, permettono di conoscere la quantità di immunoglobuline circolanti in un individuo. Dunque è possibile monitorare la variazione della produzione di immunoglobuline nel tempo. Inoltre hanno una maggiore sensibilità e specificità rispetto ai test su card.

Attualmente le metodiche certificate e validate per il dosaggio quantitativo degli anticorpi anti SARS-CoV-2 sono la chemiluminescenza (CLIA) e l’ELISA.

Quando si possono rilevare le immunoglobuline IgG ed IgM nel sangue?

Le immunoglobuline ricercate con i test sierologici, come detto, si suddividono in IgG ed IgM. In accordo con gli ultimi studi pubblicati1, queste immunoglobuline iniziano ad essere prodotte dopo 3-7 giorni dal contatto con il virus per poi aumentare durante le prime tre settimane. Dopo circa tre settimane dalla comparsa dei sintomi tutti gli individui, oggetto degli studi, in cui è stato accertato il contagio da SARS-CoV-2, hanno sviluppato immunoglobuline specifiche.

Per la gran parte delle infezioni virali, nei primi giorni dopo il contagio il sistema immunitario produce le immunoglobuline IgM, mentre solo successivamente si ha la produzione delle immunoglobuline IgG, che sono poi presenti in maniera più persistente; sono queste ultime che hanno potere neutralizzante sui virus e sono spesso responsabili della “protezione” verso reinfezioni future.

Per il virus SARS-CoV-2  sembra invece esserci una risposta “sincrona” delle due classi di immunoglobuline IgG ed IgM. Successivamente, la cinetica delle risposte specifiche delle due classi di immunoglobuline sembra essere differente, con un aumento delle immunoglobuline IgG rispetto alle IgM4.

Tuttavia, ad oggi non ci sono ancora studi che dimostrano il loro eventuale potere neutralizzante e/o protettivo nei confronti del coronavirus SARS-CoV-2.

Come si interpreta il risultato di un test sierologico?

Sulla base di quanto conosciuto finora e fermo restando che il risultato del test va interpretato con il proprio medico di medicina generale, ecco una sintesi delle interpretazioni dei diversi risultati ottenibili dal test.

Per semplicità è indicato con il simbolo ( – ) un risultato con un valore inferiore alla soglia di positività e con il simbolo ( + ) un risultato con un valore superiore alla soglia di positività.

Conclusioni

  • Allo stato attuale i test sierologici ci consentono di individuare i soggetti positivi al contagio da SARS-CoV-2 che hanno sviluppato immunoglobuline ma al momento non si hanno conferme su un eventuale potere immunizzante delle immunoglobuline in circolo.
  • La cinetica della produzione delle immunoglobuline da parte del sistema immunitario va ancora approfondita ma sembrerebbe, al momento, indispensabile dosare entrambe le immunoglobuline (IgG ed IgM) per avere una maggiore certezza di rilevare i “positivi” al contagio4.
  • Il tampone rimane lo strumento di elezione per confermare precocemente l’infezione da SARS-CoV-2, ma il dosaggio degli anticorpi è utile per eseguire screening sui casi sospetti e sugli individui entrati in contatto con i malati e/o asintomatici. I test sierologici possono dunque diventare un valido strumento epidemiologico ed essere utilizzati per stimare la diffusione dell’infezione in una comunità.

Dr. Giuseppe Ventre – Biologo Molecolare

Bibliografia:

  1. Quan-Xin Long, Bai-Zhong Liu, Hai-Jun Deng et al. – Antibody responses to SARS-CoV-2 in patients with COVID-19
  2. Lauer, S. et al. The Incubation Period of Coronavirus Disease 2019 (COVID-19) From Publicly Reported Confirmed Cases: Estimation and Application. Annals of Internal Medicine.
  3. Ling Zhong, Junlan Chuan, Bo Gong et al. Detection of serum IgM and IgG for COVID-19 diagnosis
  4. Baoqing Sun et al. Kinetics of SARS-CoV-2 specific IgM and IgG responses in COVID-19 patients